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Shia, ci sei?
Gigi?
Piersky?
Allora, ragazzi. Non so se c'è qualcuno in linea. Ma poco importa. Questo è, diciamo così, una specie di esperimento.
Per prima cosa vi dico che per postare questa diretta sto usando una piattaforma nuova (nuova per me, ovvio). Si chiama Scriblle live.
Per ora Scribble sta funzionando molto bene. Il sito si aggiorna automaticamente ad ogni mio messaggio. Sono molto soddisfatto.
Anche voi, credo, potete interagire con me. Ovviamente, però, dovete iscrivervi a questa discussione.
Credo che il titolo - per i lettori abituali del mio blog - dica tutto. Comunque - e siccome non si sa mai - aggiungo un paio di cosine.
Ovviamente voglio parlare della crisi greca, di Atene che è sull'orlo del default.
Ieri e oggi sono state due giornate campali per la Grecia. E non solo per la Grecia. Vediamo un po' di riassumere.
Ieri:
1) l’agenzia di rating Standard and Poor’s ha abbassato il suo giudizio sul debito di Atene a livello “spazzatura”.
2) Sempre Standard and Poor’s ha fatto pollice verso anche per il Portogallo, abbassando anche il suo voto (da A+ a A-).
Il che vuol dire che il temuto “effetto contagio” sui paesi messi peggio dell’eurozona è cominciato.
3) Per quello che riguarda l’Italia. Oggi c’è stata un’asta di Bot a sei mesi che è andata “coperta” per un soffio. Tradotto in italiano: si è riusciti appena appena a vendere tutti i titoli in programma (pari a 9,5 miliardi di euro).
Che vor dì? “”E’ prematuro valutare quello che potrà succedere sul secondario italiano… abbiamo visto oggi il primo segnale concreto di come comincino a intaccare anche l’Italia i timori di contagio” ha detto a Reuters lo strategist UniCredit, Luca Cazzulani. Insomma: “Si sta cominciando a pensare l’impensabile, finché continueranno a circolare voci di possibile ristrutturazione del debito greco il mercato tende a fare di tutta l’erba un fascio…. l’Italia continua comunque a reggere molto meglio di Spagna e Portogallo o Irlanda” ha aggiunto sempre Cazzulani.
4) Le Borse in Europa sono andate giù a candela.
Oggi, la situazione si è fatta ancora più caotica.
Il problema più grosso per la Grecia - ora come ora - ha un nome e cognome. Si chiama Germania. I tedeschi - da mesi - non si decidono a mettere mano al portafoglio per aiutare i cugini greci.
Oggi il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet ha fatto visita al Parlamento tedesco. Con lui c'era anche Dominique Strauss-Kahn, il numero uno del Fondo monetario internazionale.
Dall'incontro con i parlamentari tedeschi è saltata fuori - secondo il Financial Times - una novità non di poco conto. Praticamente: salvare la Grecia potrebbe costare molto più del previsto.
Paesi dell'eurozona e Fondo monetario internazionale - tempo fa - si erano impegnati a sganciare 45 miliardi di euro. Ma a quanto pare non basteranno. Ci vorranno - secondo il Financial Times - 100 o 120 miliardi di euro nei prossimi 3 anni. A dare i numeri a Ft è stato un parlamentare tedesco dei Verdi, al secolo Jurgen Trittin.
Trittin ha anche aggiunto che i tedeschi dovranno sganciare almeno 16 miliardi di euro. Ovvero circa il doppio rispetto a quanto previsto finora.
Grande, Shia!
Che ne dici della nuova piattaforma?
Non puoi andare a capo. Semplice, no?
A proposito di bamboccioni. La discussione è visibile in diretta anche lì. Te lo dico.
Gli occhi del mondo sono su di noi, insomma.
;)
Ottimo Shia, vedo che hai già capito l'idea e tutto.
E' esattamente la stessa cosa che ho pensato io. Vale a dire: ora la situazione è troppo tesa e caotica per fare analisi ragonate. A questo punto: meglio la diretta. Per i ragionamenti ci sarà tempo, poi.
A proposito di Merkel io - prima che arrivassi tu e per scaldare un po' motori e ambiente - stavo ricordando la notizia del giorno. Ovvero: i parlamentari tedeschi hanno incontrato i vertici di Bce e Fmi. Ed è saltato fuori che salvare la Grecia costerà molto più di quello finora previsto. Non 45 miliardi di euro, ma 100-120 miliardi di euro in tre anni.
100-120 miliardi di euro fanno grosso modo circa un terzo del Pil greco. Per capirci: è come se l'Italia chiedesse 500 o 600 miliardi di euro.
Sono tanti soldi.
Per il numero uno del Fmi, Strauss-Kahn: "Greci rischia di essere nuova Lehman-Brothers".
Per il direttore generale del Fmi Dominique Strauss-Kahn non stiamo andando ad una nuova recessione dopo quella di due anni fa, aggiungendo che però "la crisi non è completamete conclusa".
Parlando nel corso della stessa conferenza dopo un incontro congiunto sulla crisi della Grecia a Berlino, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che non si deve permettere che con la Grecia si arrivi ad una nuova crisi come quella innescata dal fallimento della banca americana Lehman Brothers e che l'esperienza dimostra che occorrono soluzioni di lungo termine e che ora si sta percorrendo la strada giusta.
it.reuters.com
Pardon per Angela Merkel: "Grecia rischia di essere nuova Lehman Brothers"
Beh, quello per la Grecia più che un tampone sarebbe un supertampone.